Deborah Mendolicchio | Artista di professione
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Artista e società: i disagi latenti di un’epoca


Ogni epoca ha avuto la sua arte, e se possiamo raccogliere una storia degli stili è proprio perché l’arte muta continuamente in base ai cambiamenti socio politici e tecnologici della società.

L’artista è come se fosse una spugna, è sensibile e assorbe tutto intorno a se rielaborando i vissuti in segni, in opere d’arte che possono da un lato liberarlo dal peso emotivo, e dall’altro consentirgli di esprimere una propria idea sul presente e proposta verso il futuro.

Oggi abbiamo parecchi disagi su cui porre attenzione e gli artisti ne stanno parlando sempre con maggior enfasi.

Vi sottopongo il caso di Kris Natarò, artista sensibile al tema dell’identità nell’epoca dei social media.

“Mi chiedo se gli utenti dei social guardino realmente quello che fanno gli altri”

È come se Kris percepisse una spersonalizazione sia di chi guarda le foto scrollare come un automa, e sia di chi pubblica speranzoso di un consenso conferendo un potere assurdo ad osservatori distratti e lontani: quello di influire sulla percezione del se.

 

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The net-work, cm 75 x 120, photo of 3D temporary art installation, 2019.

 

 Così il groviglio di occhi senza identità invadono la nostra mente, come continui flash così importanti tanto quanto insignificanti.

Come voler dichiarare l’esigenza di un risveglio del sè, volendolo generare con immagini brulicanti e ricche di informazioni visive, tanto vaque quanto impressionanti e audaci.