Deborah Mendolicchio | Orientamento professionale per artisti
Negli ultimi cinque anni ho perfezionato un metodo che consente agli artisti di muoversi nel mercato dell'arte con disinvoltura e successo.
Arte, Arista, Professione artista, Professionale
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Esiste un orientamento professionale per artisti?

In Italia si considera l’arte una forma creativa di libera espressione, senza regole e nemmeno progettualità, fare l’artista di professione è davvero difficile.

Sei una persona seria se diventi artigiano, forse, ma è tutta un’altra cosa essere artigiano oppure artista.

L’artista, nel luogo comune, è strano, un po’ folle, si veste male oppure in modo estroso, magari fa uso di sostanze alteranti. Un po’ un fenomeno. ‘Si ma lui si sa che è strano, è un artista’.

La magia del creativo, la sua sensibilità è percepita come un’ombra, si! è interessante: ‘basta che non sia mio figlio, oppure mio marito’. Già una figlia, oppure una moglie andrebbe anche bene, ma: ‘basta che non si metta i grilli per la testa di farlo come lavoro’.

L’arte esiste grazie al suo valore intangibile, quello della ricerca innovativa e sperimentale, che possa puntare sullo stile e sull’esperienza estetica del bello indipendentemente dalla funzione d’uso propria o sociale, cosa che l’artigiano non può prendere in considerazione, dato che realizza oggetti d’uso. Sottigliezza non da poco. L’artigiano, punta all’oggetto ed alla sua funzione sfociando spesso al massimo nel design ove il bello è particolarmente agguerrito e vincente, ma pur sempre messo in sicurezza e senza perdere la funzione dell’oggetto stesso. Se una bella sedia strana, particolare e colorata poi è scomoda, diventa una scultura! Non è più una sedia.

L’artista che invece punta alla ricerca estetica con un pensiero di base filosofico e poetico, qualche volta perfino esistenziale, senza minimamente pensare alla funzione d’uso di ciò che sta creando, è tragicamente destinato a vedersi banalizzato ‘si ma a cosa serve?’. A nulla, non serve! Piace, o non piace.

Si studia al Liceo Artistico, oppure all’Istituto d’arte, al Conservatorio, all’Accademia d’arte drammatica, all’Accademia di Belle arti, al DAMS e così via per molti altri istituti di formazione del settore come per ‘perdere del tempo’ all’occhio dei più. I più buoni, al luogo comune ‘perder tempo’ sostituiscono ‘per passione’ come se questa fosse qualcosa di effimero e destinata solo al tempo libero. Ecco che nasce l’hobbista. Il punto è che l’hobby va valorizzato in quanto tale, quindi come passatempo, mentre l’arte è un’altra cosa, è esigenza ed è urgenza espressiva.

Dopo tanto studio ed esercizio fatto a scuola per perder tempo, quindi, la persona speranzosa di trovare lavoro nel settore, è abbandonata a se stessa.

Le scuole ci preparano realmente al mondo del lavoro? Ci spiegano come promuovere la nostra carriera, quale mercato di nicchia corrisponde al nostro genio creativo? Qualche professore ci ha delucidato sull’aspetto tecnico del fare l’artista, oltre che del fare arte?

Per esperienza personale no, nessuno, e non solo per esperienza mia. In questi ultimi anni ho parlato con centinaia di artisti i quali non sanno cosa sia un target, non hanno idea di quale nicchia collezionistica facciano parte, non hanno idea di come raggiungerla e sono tutti convinti che si faccia carriera solo per amicizie, ed ancor peggio, in modo non meritevole. L’artista è convinto che con la propria arte non si possa mangiare, crearsi una strada solida e continuativa. Ha paura perfino di definirsi tale.

Per contro aumentano i marketplace on line, e quindi l’artista paga perché qualcuno faccia tutto questo per lui seguendo la moda del momento senza chiedersi se gli è poi così utile la visibilità che internet offre, affidandosi e sperando che la promozione  delle proprie creazioni porti almeno un rimborso delle spese! ‘almeno non ci perdo’. Così nel 2020 abbiamo un fiume tale di opere d’arte online non correttamente targetizzate perché chi ha studiato marketing, non ha studiato necessariamente il mercato dell’arte! e poi, diciamocelo, davanti alla possibilità di vendere un sito on line, non ci si tira mai indietro.

Esiste una soluzione a tutto questo?

Intanto capiamo se il problema esiste davvero! Perché fin qui, tutto quanto detto e che pesa molto sull’autostima di un artista, tuttavia non è la verità assoluta, ma è la percezione sociale più diffusa del ruolo poco chiaro dell’artista.

E’ fondamentale proprio snodare questo punto per far si che l’artista si muova senza condizionamenti.

Nel mondo siamo 7,7 miliardi di persone. Possibile non trovarne di adatti alla nostra arte? Al nostro modo di vedere e sentire? Disponibili all’acquisto o anche a crearci un mercato?

La vera difficoltà quindi non è il ruolo dell’artista nella società ed i pregiudizi che tanto lo affliggono! Sta soltanto nell’individuare quali di quei 7,7 miliardi fanno al caso nostro e soprattutto noi al caso loro!

La frustrazione dell’artista sta proprio nel voler trovare riscontro nella sua sfera di contatti più vicini, famiglia, amici ed amici degli amici. Non trovando qui l’incoraggiamento, la spinta, spesso tende a credere che sarà impossibile avere successo in generale.

Negli ultimi 5 anni ho messo a punto un metodo di lavoro che ho chiamato Orientamento Professionale per Artisti il quale ci consente di trovare il pieno allineamento alla nostra arte, al nostro target di clienti e di raggiungerlo efficacemente! Consiste nel delineare molto bene degli obiettivi, con una visione chiara ed una strategia per raggiungerli. Si impara un metodo che, una volta acquisito, è totalmente svincolato dai condizionamenti ed auto applicabile senza dover affidarsi alla cieca a qualcuno attorno a se nella speranza che ci venda.

Ti piacerebbe pensare solo a suonare? A dipingere? A scolpire? A recitare? Allora metti in moto una macchina progettuale imbattibile che ti apra la porta alla tua vera chiamata: essere un Artista.

Questo metodo prevede una prima ora di orientamento di base, completamente gratuita, che ti consente di prendere coscienza del dove sei, dove stai andando e dove vorresti andare. Questo appuntamento è prenotabile e si può realizzare dal vivo, di persona, oppure telefonicamente, o via skype, video messenger, video whatsapp.

Ecco alcune opinioni di artisti che hanno fatto questo percorso d’orientamento:

“Ho conosciuto stamane Deborah, grazie ad un amico comune. E’ una persona squisita. Ne sono rimasta veramente compiaciuta.
Senz’altro di sostanza.
E’ di quelle persone che già al primo incontro comprendi puoi dargli fiducia. Il fatto è che ritengo mi abbia inquadrato.
Non è da tutti ( senza modestia!)
A presto!”

“Deborah si dedica al suo lavoro con passione ed é un continuo fluire di iniziative e attenzioni per il cliente. Sempre cortese e disponibile con molteplici proposte per inserire gli artisti sul mercato e dare loro il necessario supporto”

“Deborah Mendolicchio ha un amore viscerale ed innato per l’arte. Questo le consente non solo di svolgere molto bene il suo lavoro di curatrice e consulente, ma di sentirsi sempre viva e gratificata per ciò che promuove. Circa due anni fa il mio incontro con lei ed è stato subito intesa e scambio, come se parlassimo la stessa lingua, ma da differenti punti di vista. Cioè è il massimo per una proficua collaborazione con serietà, ma con il piacere sublime di immergersi nel mondo sconfinato dell’arte. Grazie a lei la mia arte ha potuto avere palcoscenici speciali, essere presente a mostre importanti e soprattutto far conoscere la profondità interiore delle mie opere che lei ben comprendere e condivide”

“Ho avuto il piacere di conoscere Debora ad un evento che raccoglieva oltre 200 imprenditori ed è stata la prima persona con cui sono entrato in empatia… La Mendolicchio è un’esplosione di colore e di vita… lei è il tramite che conduce l’artista verso un’evoluzione di se, grazie al suo amore per l’arte e alla conoscenza a tutto tondo della stessa… lei è la collaboratrice che da un valore aggiunto alla comunicazione che soprattutto in campo artistico ha dei forti limiti. Affidare il proprio sapere nelle mani di Debora Mendolicchio, è l’investimento migliore che un’artista possa fare per dare alla propria opera un posto meritato nel mondo dell’arte”.