Deborah Mendolicchio | Mercato dell'arte: truffe e falsi
Quando un quadro inizia a passare da una chat all'altra, fatto il primo invio, ne seguono altri 10 fuori controllo e così in modo esponenziale fino a che chiunque volesse comperare quell'opera si ferma: la ritiene una truffa. Ecco la soluzione...
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Mercato dell’arte: truffe e falsi? anche no, grazie

 

Driiin… :

a – pronto?

b – buongiorno, lei è un art #advisor?

a – buongiorno, si lo sono, con chi parlo?

b – vorrei chiederle se le interessa un’opera d’arte.

a – quale? ma ha un mandato regolare di vendita? lei chi è?

b – no, ma se le interessa me lo faccio dare.

a – cosa?

b – il mandato, no?

 

Quante volte vi capitano telefonate oppure email di questo tipo? L’affarista improvvisato forse non sa che muovendosi così rischia di passare per un millantatore d’affari che, da vocabolario di lingua italiana, equivale a:

“Chi si vanta di qualcosa e spesso senza alcun fondamento”;

“wikypedia: colui che si attribuisce qualità o titoli non propri”.

 

Questa persona rischia guai legali e, anche se aspira ad essere retribuito come un mediatore, resta un segnalatore d’affari. La legge italiana non tutela economicamente queste figure. A livello internazionale invece esiste una legge che ne sancisce il ruolo e ne decide il compenso, che non va in proporzione all’affare, bensì è un una tantum compreso fra i 5.000,00 e i 10.000,00 Euro per importi pari o superiori a 100.000,00 euro.

 

Se un cliente ci affida un mandato per acquistare un’opera quotata, possiamo affidarci ad un millantatore oppure ad un segnalatore che non possiede l’affare veramente?

 

b – versione 1: se lei ha la L.O.I. e la P.O.F., io mi faccio dare un mandato; versione 2: veramente vorrei che lei mi desse un mandato all’acquisto per conto suo o di un suo collezionista

a – ma il quadro esiste? LEI LO HA VISTO? è originale? conosce direttamente la proprietà? ha la dichiarazione dell’Art Loss Register?

b – no, non l’ho visto e non ho alcun documento, ma se lei mi da la L.O.I. e la P.O.F., io chiedo il mandato e la visione dei documenti e dell’opera

a – quante persone ci sono fra lei e la proprietà?

b – lei non si preoccupi, se mi da una prova di fondi io la faccio parlare con chi di dovere.

a – mi scusi, ma lei è un dealer?

b – no.

a – fa l’art advisor di lavoro?

b – no, io mi occupo di automobili

a – ma l’opera d’arte è sul catalogo ufficiale ragionato dell’artista?

b – non lo so

 

Ecco… questa figura di segnalatore improvvisato è la rovina di un mercato bellissimo e fiorente e la rovina dei segnalatori d’affari seri.

 

Occorre iniziare a far capire alle persone che se non sono esperte di mercato occorre che non imprendano azioni che risulterebbero rischiose per se stessi, per chi ha l’opera e per chi ha gli investitori. I segnalatori devono dichiararsi tali e cedere il posto ai mediatori esperti i quali possano risalire liberamente la catena di sant’Antonio senza escluderli. Com’è possibile questo? solo fermandosi dal far girare contatti e mettere in campo relazioni vere, profonde, davvero vicino all’affare. Chi non riconoscerebbe un laudo guadagno a tale figura?

D’altro canto, chi riceve un mandato di vendita, occorre che si impegni a non divulgare le opere d’arte con troppa facilità. L’errore è all’origine. Quando un quadro inizia a passare da una chat all’altra, fatto il primo invio, ne seguono altri 10 fuori controllo e così in modo esponenziale fino a che chiunque volesse comperare quell’opera si ferma: la ritiene una #truffa. Perché? avete idea dell’over price che si crea? ogni invio aggiunge una provvigione per se! Talvolta da una mano all’altra l’opera arriva ad essere prezzata il doppio del suo reale valore.

Come ovviare? se sei un collezionista, cerca sempre di ottenere la visione di un reale mandato di vendita. In seguito, non fare mai L.O.I. e P.O.F. se non ti si da la prova di vita del #quadro. Le due cose sono equivalenti, perché una deve precedere l’altra? Se sei un venditore, mostra l’opera senza inoltrarla a chiunque… meglio un appuntamento con laptop davanti. Se l’opera non piace, almeno non ha girato inutilmente. Le opere d’arte perdono di valore in questo modo e spesso diventano invendibili.

Se incappi spesso in questi problemi: chiamami non esitare, un confronto è sempre utile, il dialogo accresce.

Alla prossima!

338 18 58 191, info@deborahmendolicchio.com