Deborah Mendolicchio | Non riesci a vivere d’arte? stai delegando anche tu il tuo successo ai dadi?
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Non riesci a vivere d’arte? stai delegando anche tu il tuo successo ai dadi?

<<Non riesco a vivere d’arte, non vendo abbastanza>>

<<Basterebbe vendere un paio di pezzi in più>>

<<Non capisco perchè non entra nessuno in atelier>>

Oggi parlavo al telefono con un’artista che ho iniziato a curare da poco tempo. Le raccontavo come la gente percepisce il suo segno, e lei, un pochino alterata, mi rispondeva cose come: <<ma cosa mi interessa cosa pensano gli altri, io so chi sono e perchè faccio le mie opere, chi non mi capisce non le comprerà>>, oppure <<..e ma tu vuoi raccontare di un’artista come la vedi tu, e non come sono veramente io>> oppure <<… ah ma ognuno vede quello che vuole nelle cose che faccio, io non posso preoccuparmi di cosa vede la gente>>.

In tutte queste parole, c’è già la soluzione al perchè gli artisti, molto spesso, senza generalizzare, ma me ne capitano tanti, non riescono a vivere della propria arte: delegano il proprio successo al caso.

Arte è segno, ovvero comunicazione di un’interiorità unica verso il mondo, verso fuori. Il mondo, riceve e capisce il messaggio, oppure lo ignora, non lo vede, non gli interessa.

La <<gente>> ha un luogo, usi costumi, dinamiche sociali… e tu artista, un identikit di chi potrà mai capire il tuo segno, dovrai farlo un giorno o l’altro se vuoi fare carriera nell’arte.

La gente in generale guarda qualunque cosa, ma vede solo quello che gli interessa. Sembra banale, ma sta alla base del perchè non funziona la frase <<… ah ma ognuno vede quello che vuole nelle cose, io non posso preoccuparmi di cosa vede la gente>> ovvero, io non posso preoccuparmi del mio potenziale collezionista, ovvero, io non vendo, ovvero negligenza verso se stessi, ovvero procastinazioneSe non te ne preoccupi tu, figurati cosa interessa al mondo della tua arte!

Il narciso che sta in ogni artista, deve fare i conti con il rischio di diventare autoreferenziale. Una compra vendita d’arte esige almeno 2 persone, una che vende, e una che compra. Una sola che fa tutto, che se la vende e sela compra, verso la stessa transazione, non esiste. Giusto? Allora, artista, come pretendi di vendere se il referente unico di tutto sei solo tu?

Capire il proprio segno in arte, significa, prendere coscienza di come le persone percepiscono quel segno. Capire quale tipologia di cliente lo apprezza, e raggiungere la propria nicchia specifica.

<<..ah ma Deborah, se te nel segno vedi una cosa che io non volevo dire, tu non parli di me, ma di un’altro artista!>>

Rettifichiamo:

il segno con cui ti esprimi, a te non è chiaro oppure non lo usi adeguatamente, tant’è vero che, che tu lo voglia oppure no, questo comunica indipendentemente da te!

Esempio, per una persona occidentale, di cultura e usi occidentali, il colore rosso con cui ho provocatoriamente sottolineato il dito nella piaga (frase rossa più in alto), è abbinato a sensazioni di risveglio dell’attenzione, pericolo, ansia, aumento del battito cardiaco e della pressione. Conta poco che per te, il rosso, nella tua opera, significhi ad esempio pace, quiete. Il cervello dell’osservatore, generalizzato, uomo occidentale, di 40 anni, magari commerciale che vive di 6 appuntamenti al giorno, fuori ufficio, per la strada e che sa bene che i segnali stradali di pericolo sono guardacaso in rosso…. quel cervello lì, e credimi che la psicologia percettiva di massa te ne spiega a pacchi di sta roba, comunque registra frequenze espresse in nanometri, della luce che rifrange in rosso e che per cultura trasmette pericolo, o se vede due belle labbra rosse… legge passione, non certo desiderio di addormentarsi o rilassarsi 😉

Se vuoi trovare un pubblico dicendo <<bianco>> ma per te è <<neve>>… rischi che nella testa l’altro, l’osservatore, abbia <<latte>>. Uno che cerca latte, come può trovare congeniale comprare neve solo perchè è bianca???

Io lo so che siamo tutti artsiti, che siamo tutti capricciosi, che abbiamo sempre noi la bacchetta magica dell’espressività…. tuttavia, se poi vogliamo vendere, occorre cercare il proprio pubblico passando per la starda della consapevolezza di come ci esprimiamo, e percè lo facciamo, in quale nicchia quella espressione è capita, e comprata.

La prima lettura del tuo segno, è una consulenza gratis che puoi richiedere cliccando qui, se ti va:

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