Deborah Mendolicchio | Troppa faciloneria nella vendita d’arte, una piaga che deve guarire!
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Troppa faciloneria nella vendita d’arte, una piaga che deve guarire!

Il mio campo professionale é pieno di faciloni sedicenti esperti, pronti a fare le capriole e i salti mortali pur di vendere arte! Vendere per il piacere di mietere nuove vittime forse, perché l’arte nel suo essere effimera e legata al bello, alla passione, alla percezione… deve rimanere nell’ambito della cultura e della crescita dello spirito, più che una speculazione economica. Invece vedo sempre più vendere arte per investire. Sia nel contemporaneo che nell’antiquariato.

Parliamone

L’arte puó essere un investimento speculativo sicuro?

NO

Ma tu Deborah non sei un’art advisor per investimenti in opere d’arte?

SI

E allora? 🤔

Questa contraddizione prende in analisi una sottiliezza non da poco.

Perché un’opera d’arte sia un buon investimento occorrono degli allineamenti astrali e spaziotemporali da miracolo alla “madonna che piange”.

Nel senso che sei un illuso se credi di investire in arte comprando quadri, senza prima fare delle verifiche, una ricerca di mercato, uno studio approfondito del target, ed una consulenza affiancata al consulente finanziario o patrimoniale. Chi te lo propone, ha un mandato ufficiale? É un segnalatore? Hai il contatto diretto? É una galleria? Una societá di mediazione?Sai che a volte c’é la catena di Sant’Antonio dei segnalatori che rincarano le opere gonfiandole fino ad uscire dal valore di mercato? E se tu abboccassi a tale follia?

Conosco persone felici del loro Van Gogh fino al giorno in cui vogliono venderlo, darlo in pegno, darlo in fondo investimenti ecc e quel giorno scoprono:

Di non avere le carte in regola

Di non averlo pagato il giusto

Di non avere l’attribuzione definita

Di non sapere esattamente la provenienza

Tanti di quei non ancora… fra chi non sapeva che non puó espatriarlo… chi non riesce a dimostrare come lo ha avuto ecc ecc…

Ecco che l’amato quadro fonte speculativa d’investimento si trasforma in un grattacapo non da poco se hai un quadro di prestigio… hai il compratore col capitale che non vede l’ora di pagare…. ma non hai l’autentica ufficiale del museo dell’artista… e quindi la societá che media non ti fa fare alcuna operazione bancaria…

Morale della favola:

Se ami l’arte comprala perché é bella e ti piace.

Se pensi di fare un’investimento, fuggi dal mercante ed affidati al consulente d’arte, quello che fa la Due Diligence, che collabora col consulente finanziario e che puó consigliarti se ti conviene… se stai diversificando bene.

I mercanti mi odieranno, ma ti suggerisco di investire in arte solo il denaro che hai e di utilizzare massimo il 5/10% del tuo capitale dedicato agli investimenti.

Se sei un consulente finanziario e il tuo cliente ha opere da gestire, oppure vuole investire in arte:

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